giovedì 23 ottobre 2008

La cultura organizzativa del Corpo di Polizia Municipale di Palermo, di Filippo Macaluso

La cultura organizzativa del Corpo di Polizia Municipale di Palermo.
Quante volte ci è capitato di desiderare un mondo migliore? A me tante volte! E penso che, almeno una volta, anche voi abbiate riflettuto su un mondo desiderato. In fondo siamo dei fanciulli e desideriamo vivere felici. Chi più, chi meno, sono questi i nostri sogni. Da grandi la coscienza di ciò che ci circonda modifica e limita i nostri sogni, ma continuiamo a sognare e a desiderare di vivere in un mondo a noi gradito. Inconsciamente non facciamo altro che mettere a confronto la nostra cultura, radicata nella nostra mente dai valori acquisiti nell’infanzia e modificati nella crescita, dalle credenze, dalle capacità, dai sentimenti, con quella che ci viene imposta dall'ambiente in cui ci muoviamo. E se i valori che si scontrano sono in conflitto ecco che, spontaneamente, esprimiamo un disagio interno: ansia, attacchi di panico, nervosismo, stress, sono alcuni effetti di questo vivere oggi in un ambiente troppo frenetico e lontano dai nostri valori: dalla nostra cultura.In questo approccio, nella società di oggi, gli uomini si dividono :
- in coloro che sono cresciuti già con uno spirito di adattamento che gli consente, senza scrupoli, di adattarsi a tutto, e su tutto se ne fanno una ragione: "il mondo è così, è degli opportunisti, è di coloro che sono più furbi, ed io devo essere, in questo, più bravo di tutti", o semplicemente, tirano a campare;
- altri, cresciuti con valori etici non riescono ad adattarsi ad una cultura in cui non si riconoscono e ne subiscono gli effetti, spesso, con l’isolamento.
Io sono convinto che la strada giusta sia quella dell’elevazione dei valori etici di moralità e di umanità, ma è solo una mia convinzione. Questo aspetto della vita di ogni individuo che può apparire di rilevanza prettamente personale ha, invece, una importanza di rilievo nelle organizzazioni aziendali, oggi, particolarmente attenzionato da quelle di successo. E' sempre di più un obiettivo, la ricerca di una più ampia condivisione della cultura organizzativa da parte dei dipendenti. La cultura di un’organizzazione è l’insieme di valori, convinzioni, conoscenze e modi di pensare, che mira ad avere la massima coesione dei membri.In alcune aziende la cultura organizzativa è talmente proiettata all’accumulo dei profitti che perfino gli elementi etici sono visti come degli ostacoli, per una logica degli affari: pur di raggiungere l’obiettivo, qualsiasi mezzo è giustificato, anche quello di calpestare ciò che eticamente dovrebbe essere giusto per definizione. La condivisione della cultura all’interno di un’organizzazione è, chiaramente, alla base della sua efficienza e del suo successo, in quanto fornisce ai membri un senso di identità e genera impegno nei confronti delle finalità su cui si fonda l’organizzazione. E’ abbastanza ovvio che solo condividendo la cultura dell’organizzazione i membri si sentirebbero spronati al raggiungimento di obiettivi in quanto li sentirebbero propri per il senso di partecipazione in loro generato. Addirittura avere la stessa cultura porterebbe i membri della base a essere volano di energie dal basso verso l’alto utili perché provenienti da fonti dirette.Conoscere bene la cultura organizzativa di un’azienda è fondamentale per apprendere le problematiche legate al grado di soddisfazione dei suoi membri e ai risultati di efficienza. Dopo questo excursus, sul concetto di cultura e sull’importanza che nelle aziende ci sia la maggior coesione nel condividerla, vorrei adesso analizzare la cultura organizzativa presente nel Corpo di Polizia Municipale di Palermo e come è cambiata negativamente negli ultimi anni. Il Corpo di Polizia Municipale nei suoi anni ha subito profondi cambiamenti che ne hanno modificato radicalmente i profili applicativi e relazionali interni.Fino all’anno 1997 gli operatori della Polizia Municipale erano strutturati su una base organizzativa sostenuta da un equilibrio relazionale interno legato all’anzianità. Tale circostanza generava nei dipendenti un senso di identità, più o meno grande, nei confronti dell’organizzazione interna. Questo determinava un senso di responsabilità nel riconoscere il proprio stato di subordinazione nei confronti del proprio collega più anziano, ed accettato di buon grado perché percepito giusto. Anche i profili applicativi e le relazioni esterne erano improntate alla condivisione di una cultura organizzativa che rifletteva quella del leader del capo settore. Un leader diventato tale e che riceveva la stima dei membri a lui subordinati per l’esperienza professionale maturata negli anni e per i profili umani che è semplice riconoscere in un collega anziano per la naturale associazione alla figura del fratello maggiore o del padre. Tutto questo dava, nonostante le difficoltà in ragione di una molteplicità di problematiche interne, senso d’unità. Nel 1997 un concorso interno e una infelice strategia determineranno un cambiamento della cultura organizzativa che non sarà più condivisa dalla maggior parte dei lavoratori, soprattutto dai Cobas. Principalmente, le cause che hanno determinato questo cambiamento della cultura organizzativa sono due:
- l’amministrazione comunale fa transitare dal comune dei dipendenti che prendono il posto dei capi settore, fino ad allora i veri leader, con grado superiore, riconosciuti tali dai lavoratori;
- riorganizza il corpo di polizia municipale con dei concorsi interni a titoli dove viene penalizzata la componente di anzianità che fino a quel momento era stata l’anello di sostegno più forte della struttura organizzativa; Gli effetti sono stati deleteri, per :
- un netto calo della professionalità, perché ovviamente chi passava dal comune al corpo di polizia municipale non poteva avere la competenza specifica di chi, invece, aveva potuto contare sull’esperienza maturata in anni di attività;
- un conflitto interno nei rapporti tra i dipendenti, dovuto principalmente all’inversione di ruoli: chi era stato in sottordine adesso ordinava e chi ordinava adesso era in sottordine.Un concorso interno che a fronte di una conquista, più per compromessi sindacali che per altro, e successivamente pagata anche a caro prezzo, ha creato nei rapporti interni un intreccio di ruoli. Questa situazione negli anni successivi è sempre più peggiorata anche per il nuovo sistema organizzativo in cui i dirigenti sono contrattualmente vincolati alla politica, e quindi in qualche modo da questa condizionati, oltre alla negativa circostanza che adesso non tutti i dipendenti sono uguali di fronte l'amministrazione. La maggior parte degli operatori in questa nuova cultura organizzativa con valori discriminanti ed ingiusti non si riconoscono: non condividono i valori espressi, il modo di pensare e di agire. E’ una cultura debole perché non ha il consenso generale, è limitato solo ai membri che in qualche modo appartengono al clan politico-sindacale creato per il raggiungimento e la gestione del potere su cui si basa l’organizzazione della polizia Municipale.I COBAS P.I. di Palermo, chiaramente, non condividono questa cultura di clan che attribuisce prerogative solo ai suoi membri di appartenenza e tende a tutelarli favorendoli nei percorsi interni di carriera.Vorremmo una cultura di clan, sì, ma concentrata sul coinvolgimento e sulla partecipazione di tutti e caratterizzata su principi di pari opportunità e di giustizia, su valori umani come prendersi cura dei dipendenti, delle loro esigenze e della consapevolezza dei disagi in cui essi si trovano; favorire la comunicazione e le relazioni tra la classe dirigenziale e i dipendenti per assicurare che dispongano di ciò che a loro necessiti per aiutarli a essere soddisfatti e allo stesso tempo produttivi.
Filippo Macaluso

L'ETICA DI UN SINDACALISTA. (Viaggio nel mondo sindacale) a cura di CiccioSpena

Sindacalista: seguace, sostenitore del sindacalismo – membro, dirigente delle organizzazioni sindacali.
Sindacalismo: il complesso di dottrine e di movimenti che mirano, mediante l'associazione dei lavoratori nei sindacati, ad ottenere per essi migliori condizioni di vita e a garantirne gli interessi economici.
Ma di chi?
Ho voluto cominciare proprio dalle definizioni indicate nel dizionario della lingua italiana per poi addentrarmi nell’argomento, passando prima attraverso una analisi generalizzata a livello nazionale per poi scendere alle realtà aziendali. Le origini del sindacato, nato con lo scopo di tutelare i diritti dei lavoratori, sono piene di onore e gloria. Purtroppo, lo spirito originario che ha dato luogo alla loro fondazione è ben lontano da quello appena detto. Eppure, i lavoratori, sono la classe che loro si sono prefissati di difendere. I lavoratori sono i motivi per i quali essi esistono, che dovrebbero essere sovrani ed invece sono sovrastati. Alle origini i valori erano veri ma, con il passare degli anni e le varie trasformazioni sociali e politiche, i sindacati, rendendosi conto della propria forza contrattuale, sociale, economica e politica, perdono di vista i principi iniziali e cercano di sfruttare a proprio favore tale potere. Ma, per giustificare queste affermazioni, vi prego di seguirmi in questo percorso. Tutti i sindacati NON HANNO, per legge, l’obbligo di redigere un bilancio. Questo significa che i soldi che entrano ed escono dalle loro casse non saranno mai portate a conoscenza dei cittadini. Fatturati miliardari e bilanci segreti. Forse non tutti sanno che i sindacati hanno migliaia di dipendenti. Che con il Governo centrale quotidianamente tratta questioni di potere. Alle spalle dei sindacati vivono società ed enti da essi controllati ed insieme muovono un giro d’affari enorme, che supera i 1300 miliardi. Nelle casse di questi circolano ogni anno circa 400 miliardi per i finanziamenti ai patronati, 300 per le ritenute sulle pensioni, 50 per le quote sulle prestazioni di disoccupazione agricola e 350 dal tesseramento dei lavoratori in attività. A tale cifra vanno aggiunti circa 200 miliardi, il costo sostenuto dallo Stato per i distacchi sindacali. A tutto questo si devono addizionare le somme provenienti dagli italiani ancora convinti che iscriversi ad un sindacato giovi a qualcosa che non siano le finanze del sindacato. La cosa più raccapricciante è che, in tutto questo, il Governo è connivente. Mi sembrerebbe utile un po’ di trasparenza nella gestione di questo potere. Ma non è finita, i Sindacati racimolano altri soldi attraversi i Caaf e i Patronati. I primi “Centri di Assistenza Fiscale”, solitamente, si occupano di presentare la denuncia dei redditi. Molti non sanno che lo Stato rimborsa ad ogni Caaf 14.33 euro a modulo 730 consegnato. A tutto questo, se non vi è ancora bastato, bisogna aggiungere uno sterminato patrimonio immobiliare. Oltre all’aspetto economico un altro aspetto degno di riflessione è la questione dei distacchi e dei permessi sindacali. Molto spesso il sindacalismo, che dovrebbe essere una missione, diventa una convenienza personale proprio per questi privilegi. Per chi percepisce questi distacchi sindacali, con la conseguenza di non prestare più la propria attività lavorativa in azienda, di fatto presta la sua opera in un’associazione privata qual’è il sindacato. Ma inspiegabilmente per tale periodo i contributi ricadano sullo Stato e non sul datore di lavoro. E non è finita qui, sono compresi anche, e vai a capire perché, i premi di produttività e i buoni pasto. Oggi i dipendenti statali dati in omaggio al sindacato sono 3.077 e costano al contribuente (Irap e oneri sociali compresi) 116 milioni di euro. Ai quali vanno sommati 9,2 milioni per 420 mila ore di permessi retribuiti. Di regalo in regalo, per i dipendenti che utilizza l'aspettativa, ai quali deve invece pagare lo stipendio, il sindacato usufruisce comunque di uno sconto: non paga i contributi sociali, che sono considerati figurativi e quindi a carico dell'intera collettività. Un privilegio che hanno perduto perfino le assemblee elettive (a partire dal parlamento). Ma i sindacati no. I sindacati italiani sono una vera e propria macchina di denaro e di potere temuta in primo luogo anche dalla classe politica. Lo Stato consapevole della forza dei sindacati concede privilegi e adula questi allo scopo di stringere un cosiddetto patto di non belligeranza. E’ veramente incredibile e inaccettabile il fatto che il sindacato è l’anticamera della politica. La carriera sindacale sfocia sistematicamente in quella politica. Esempio eclatante Fausto Bertinotti (CGIL) Franco Marini, Cesare Damiano, Rosa Rinaldi(CISL), Antonio Montagnino con un passato alla CISL, Paolo Ferrero (ex delegato Fiom-Cgil,)Franca Donaggio (ex Cgil Trasporti), Sergio D'Antoni (ex numero uno della Cisl),Patrizia Sentinelli (già alla Cgil Scuola),Giampaolo Patta, che viene dalla Cgil, Alfiero Grandi,Titti Di Salvo, Teresa Bellanova, Pietro Marcenaro, Andrea Ranieri, Gianni Pagliarini, Maurizio Zipponi (CISL), Sergio Cofferati, Gaetano Sateriale, Ottaviano Del Turco e mi fermo qui per non dilungarmi ulteriormente. Leggo spesso sindacato di sinistra o di destra quasi come se fosse una cosa normale. L’appartenenza politica diventa quasi un valore aggiunto al sindacato non rendendosi conto che le due cose sono incompatibili. E qui devo tirare in ballo Weber economista, sociologo, filosofo e storico tedesco, considerato uno dei padri fondatori dello studio moderno della sociologia e della pubblica amministrazione. Weber si muove all’interno di una filosofia dei valori i cui presupposti sono la distinzione tra essere (Sein) e dover essere (Sollen) e il riconoscimento di una pluralità di sfere dei valori. A differenza della scienza, che ha a che fare coi fatti, la filosofia si occupa dei valori e dei principi. La prima forma di etica fa riferimento a principi assoluti, che assume a prescindere dalle conseguenze a cui essi conducono: di questo tipo sono, ad esempio, l’etica del religioso, del rivoluzionario o per l’appunto del sindacalista, i quali agiscono sulla base di ben precisi principi, senza porsi il problema delle conseguenze che da essi scaturiranno. Si ha invece l’etica della responsabilità in tutti i casi in cui si bada al rapporto mezzi/fini e alle conseguenze. Sicché l’etica dei principi e quella della responsabilità sono due etiche opposte e inconciliabili, che fanno capo a due diversi modi di intendere la politica, come nota Weber. L’etica dei principi è, in definitiva, un’etica apolitica, come è testimoniato dal Cristiano che agisce seguendo i suoi principi e senza chiedersi se il suo agire possa trasformare il mondo. Al contrario, l’etica della responsabilità è indissolubilmente connessa alla politica, proprio perché non perde mai di vista (e anzi le assume come guida) le conseguenze dell’agire. Sta proprio in questa compenetrazione di questi due tipologie etiche il problema della povertà dell’attuale sindacato.I valori, i principi, l’etica, la morale, sono indissolubili e chi li possiede non può ne soffocarli ne piegarli agli scopi personali. Il sindacalista-politico rischia di compromettere l’oggettività del suo operare, che dovrebbe essere votato all’imparzialità. Non capisco l’utilità’ dei sindacati. Non quelli odierni, almeno. Ma oggi che ruolo hanno? Il loro operato e’ pregno di politica e di raccomandazioni. Favoritismi, pressioni, privilegi, gestioni clientelari, distacchi e permessi sindacali, sono sotto gli occhi di tutti e fanno parte del nostro mondo quotidiano e purtroppo non rappresentano più qualcosa di cui stupirsi. Ognuno di noi può citare esempi del genere. Quando la rappresentanza in azienda si costituisce su queste basi, è il DNA del sindacato a subirne una degenerazione; e la sua missione effettiva viene percepita dalla generalità dei lavoratori non come quella di proteggere i più deboli ma come quella di abbassare il livello minimo dovuto di correttezza e di impegno produttivo. Qui c’è un evidente conflitto d’interessi: il sindacalista dovrebbe, per il proprio buon nome, prima di tutto darsi un codice etico che individui esplicitamente quel possibile conflitto e impedisca il diffondersi del fenomeno. Codice etico e comportamentale che i potenti della categoria si guarderebbero bene dal crearlo. L'etica nel sindacato dovrebbe essere marchiato nella carne dei sindacalisti per i profili umani in cui si muovono a difesa dei più bisognosi: crescono per i bisogni dei lavoratori.Il vero sindacalista è colui che sposa i problemi non propri, colui che, pur andando contro i propri interessi, si fa da parte a favore dei lavoratori. Il sindacalista è colui che rappresenta l’imparzialità, colui che si sacrifica per le giuste cause senza risparmiare energie. Sembrerebbe proprio di parlare di una figura che ai giorni d’oggi è anacronistica e proprio per questo suscettibile di ilarità. Il sindacalista dovrebbe essere il primo a lottare e l’ultimo a godere dei benefici conseguenti. Un sindacalista che non si ispira a questa etica non può definirsi sindacalista per definizione, probabilmente: un politico o un affarista questo si, ma per favore non parliamo di sindacato e non offendiamo l'intelligenza dei lavoratori, che possono essere vittime di un sistema politico-sindacali ma non stupidi. Purtroppo gli odierni sindacati rappresentano solo alcuni, ma prendono decisioni che riguardano tutti e gestiscono risorse che appartengono a tutti. Per favore ditemi che ho un incubo e che persone come Salvatore Carnevale, Placido Rizzotto e molte altre ancora non sono mai esistite. Riportare il Sindacato alle originarie ideologie si può, basta volerlo con la consapevolezza della forza della base e con le armi dei valori etici di altruismo e di uguaglianza e con la forza del ragionamento, come alcuni uomini della storia ci hanno insegnato: nulla è impossibile, fra tutti: Gandhi.Obbligare i sindacalisti a fare i sindacalisti.
CiccioSpena
. . . e adesso, volete ancora rimanere nella ciotola a guardare dal basso verso l'alto?In fondo, ci piove addosso sempre quello che ci meritiamo.
riflessioni di Filippo Macaluso

Sorveglianza Sanitaria secondo il D.Lgs. 81/08

La Sorveglianza Sanitaria attuata in azienda dal Medico Competente è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 81 del 2008.L'articolo 41 del decreto descrive le caratteristiche in cui la Sorveglianza Sanitaria è ammessa e stabilisce le sue modalità di attuazione secondo precisi vincoli
Articolo 41 - Sorveglianza sanitaria1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente:a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonché dalle indicazioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all’articolo 6;b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi.2. La sorveglianza sanitaria comprende:a) visita medica preventiva intesa a constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno. Tale periodicità può assumere cadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L’organo di vigilanza, con provvedimentomotivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitariadifferenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l’idoneità alla mansione specifica;e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.3. Le visite mediche di cui al comma 2 non possono essere effettuate:a) in fase preassuntiva;b) per accertare stati di gravidanza;c) negli altri casi vietati dalla normativa vigente.4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro, comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizioni previste all’ordinamento, le visite di cui al comma 2,lettere a), b) e d) sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze sicotrope estupefacenti.5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitaria e di rischio di cui all’articolo 25, comma 1, lettera c), secondo i requisiti minimi contenuti nell’ALLEGATO 3A e predisposta su formato cartaceo o informatizzato, secondo quanto previsto dall’articolo 53.6. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:a) idoneità;b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;c) inidoneità temporanea;d) inidoneità permanente.7. Nel caso di espressione del giudizio di inidoneità temporanea vanno precisati i limiti temporali di validità.8. Dei giudizi di cui al comma 6, il medico competente informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore.9. Avverso i giudizi del medico competente è ammesso ricorso, entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo, all’organo di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio stesso.

Cassazione: lavoratore parla male dell'azienda? Può essere licenziato per giusta causa

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martedì 21 ottobre 2008

Gli RLS Cobas Pubblico Impiego esprimono parere negativo al Documento di Valutazione dei Rischi

Si informano i lavoratori della Polizia Municipale di Palermo che gli RLS Cobas Pubblico Impiego hanno espresso il proprio parere negativo alla Valutazione dei rischi in materia di sicurezza effettuata dall'amministrazione, soprattutto per la parte riguardante gli operatori in servizio di controllo del traffico veicolare.Si vuole chiarire che, prima di procedere alla valutazione dei rischi, occorre provvedere, ai sensi del D.Lgs 626/94 art.4 comma 6 e oggi dall'art. 29, comma2 del D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza), a consultare gli RLS.Solo dopo che la valutazione dei rischi era stata effettuata gli RLS Cobas hanno potuto esprimere il proprio parere negativo.Di fatto tale documento di valutazione gli RLS l'hanno dovuto subire dall'alto.Tra l'altro, singolare che l'attuale valutazione del rischio non giustificherebbe neppure la necessità di effettuare la sorveglianza sanitaria, cosa che invece continua ad essere effettuata in violazione dell'art. 5, della Legge 20 maggio 1970, n. 300 (Statuto dei lavoratori)

Il Corpo di P.M. di Palermo incontra il Comandante.

Oggi alle ore 12.00 in punto il Sig. Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Palermo ha incontrato tutto il personale nel salone sito al piano terra della Caserma di Via Dogali.. L'incontro è durato circa 20 minuti e ha trattato l'attuale momento in cui versa il Comando dal punto di vista generale. Prima di occuparsi della situazione del Corpo ha comunicato di un incontro importantissimo avuto presso la sede dell'Assemblea Regionale dove alla presenza dell'Assessore agli Enti Locali a diversi rappresentanti delle polizie si è discusso di un disegno di legge già avviato per preparare la sicilia ad avere in ambito regionale una unica regia per tutte le Polizie Municipali dell'isola con interventi strutturali di tipo tecnologico di tipo finanziario. Il Comandante ha continuato con alcune rassicurazioni a tutto l'ambiente sul fatto che la sua persona viene attaccata giornalmente con notizie false e tendenziose. Si riferiva alle continue voci di una sua imminente dipartita dal Corpo. Ha con vigore detto che non ha assolutamente intenzione di abbandonare il Corpo, non gli passa neanche per la testa, e che il Sindaco le ha rinnovato la fiducia assicurando che fintanto ci sarà Lui a capo della città, Purpura rimarrà il Comandante della Polizia Municipale. Tutte queste voci false, tendenti a deleggitimare il Comandante e raccontate in malafede, sono frottole che non trovano nessun fondamento. Questo per rassicurare anche chi le mette in giro. Sulla vertenza turnazione ha detto di non entrare nel merito delle diatribe sindacali perchè non sono di sua competenza in quanto le trattative vengono portate avanti dalle OO.SS. e l'amministrazione, ma ha esortato tutti a smetterla di inondare l'ambiente con notizie infondate e gossip vari. Inoltre ha informato tutti di un incontro avvenuto ieri pomeriggio a Villa Niscemi dove il Sindaco in persona ha invitato il Comandante ad annullare la nota, emanata nella mattinata dello stesso giorno, in cui individuava soltanto 250 colleghi su 1300 che avrebbero turnato. Ha impartito precise direttive al Comandante rassicurandolo che la turnazione sarà corrisposta a tutti i Vigili nessuno escluso. HA poi detto che l'attenzione del Sindaco nei confronti della Polizia Municipale è massima. A questo punto il Comandante ha con chiarezza e fermezza risposto a chi chiedeva se il problema fosse stato risolto anche per il prossimo anno che il Sindaco ha invitati tutti i lavoratori alla serenità e che questo sarà oggetto di confronto sindacale. Al momento non c'è nulla di che preoccuparsi e che il Comandante ha battuto i pugni sul fatto che l'amministrazione comunale non infili le mani nelle tasche dei vigili urbani. Non ha potuto promettere che ci saranno soldi in più in busta paga, ma ha assicurato che non toccheranno un centesimo di quanto già ci danno. A questo si sono susseguiti dei tentativi di sindacalizzare la seduta prontamente smorzate dal Comandante che ha allontanato le eventuali polemiche.
Alla luce di quanto avvenuto e detto dal Comandante, possiamo trarre la conclusione che il Sindaco ha garantito che la turnazione sarà pagata a tutti e che il Comandante non deve preoccuparsi delle trattative con le Organizzazioni Sindacali - Garanzia di Sindaco.
Triplice permettendo.
CiccioSpena (RSU Cobas Pubblico Impiego)
Pubblicato da Cobas Pubblico Impiego, Palermo a 10/21/2008 07:13:00 PM

3 commenti:

Anonimo ha detto...
ieri abbiamo avuto riunione di direttivo. è stato un incontro interessantissimo. si sono chiarite, spero, un bel pò di cose. una riguarda il blog. si è sottolineata con forza la necessità di non effettuare attacchi personali a chicchessia, compreso il diavolo in persona! bisogna criticare le politiche o le scelte degli altri sindacati.purtroppo per motivi di servizio filippo ha dovuto lasciare la sede mentre la discussione era ancora in atto. ho sempre rivendicato l'idea che il blog non fosse un mezzo sufficiente per assicurare e veicolare le nostre comunicazioni. naturalmente ciò non significa che il blog vada chiuso! riteniamo semplicemente che i commenti a nome cobas vanno concordati prima.spero che filippo voglia assicurare ancora questo servizio ai colleghi e ai cobas.mimmo
22 ottobre 2008 18.31
totò monti ha detto...
alla luce di questi fatti occorre disdire le assemblee dei giorni 1 e 2 novembreciao a tutti totò monti
22 ottobre 2008 21.47
Anonimo ha detto...
avete letto la riflessione di caterina saccomanno? penso ci siano numerosi spunti di riflessione. in particolare se il silpol può richiamarsi al buon senso dei colleghi della cgil perchè non possiamo farlo noi?

lunedì 20 ottobre 2008

E' ora di chiarezza.

Stamattina, si apprende, con rammarico e viva preoccupazione, da un articolo del Giornale di Sicilia in cui a proposito dell'annullamento della Supermaratona in programma ieri a Palermo, viene citato che un ridotto numero di aderenti COBAS hanno tentato di salvare la manifestazione recandosi a lavoro e, quindi, a non partecipare all'assemblea. Il giornalista, nel caso specifico, non indica, stranamente, la fonte della sua informazione e riporta una notizia estremamente falsa e tendenziosa. Ci dispiace molto che i mezzi di stampa si lasciano chiaramente influenzare da chi probabilmente ha interesse a farlo per ragioni personali. Condanniamo con forza l'attacco mediatico mosso nei confronti dei COBAS respingendo le accuse e dichiarandoci estranei ai fatti. A tal proposito ci appare fondamentale precisare che tra quei lavoratori (circa 30) che ieri hanno dato la propria disponibilità a salvare un evento internazionale come la maratona ci sono soltanto tre aderenti ai COBAS e che risultano tra questi anche iscritti proprio alla triplice. Le dichiarazioni riportate dal Giornale di Sicilia per il quale ci riserviamo di agire per le vie legali e strumentalmente evidenziate dalla triplice sia in assemblea che appese nei vari corridoi della caserma dimostrano che l'informazione viene costantemente distorta e purtroppo a pagarne le conseguenze sono sempre i lavoratori.
A questi ultimi vogliamo solo dire come si sono svolti gli ultimi eventi (cosa che non è stata fornita in maniera corretta). Sabato mattina a seguito di una riunione alla Direzione Generale il Sig. Sindaco aveva destinato 250.000 euro, prelevati dal bilancio, proprio per la turnazione della Polizia Municipale ed aveva fatto ancora di più aveva destinato altri 250.000 euro da aggiungere al budget della turnazione dei Vigili prevista per il 2009, cosa che avrebbe risolto definitivamente per due anni il propblema per tutti i lavoratori della Polizia Municipale, nessuno escluso. Precisiamo, per tutti, perchè sarebbero serviti anche per i 170 degli AA.GG. e Verbalizzazioni. Vi hanno detto una serie di fesserie nascondendovi la verità o peggio ancora distorcendola in maniera strumentale. A questa apertura la triplice ha risposto chiudendo la porta in faccia non solo all'amministrazione, ma a tutto il Corpo di Polizia Municipale. Cosa se ne fanno di un accordo che zittisce una protesta del Corpo, quando questo gli serve come testa di ariete per altri scopi? Se ad ogni vigile gli verrà corrisposta l'indennità di turnazione, il vigile non avrà più motivo di protestare, quindi non permetteranno di calmare gli animi. Hanno fatto ripiombare il Corpo nella prospettiva della non turnazione inasprendo la vertenza in maniera scorretta. Di questo ci dispiace che i colleghi continuano a dare fiducia ad una triplice che mira ad obiettivi sicuramente diversi da quelli della categoria. La triplice è la sola responsabile della insensata politica sindacale messa in atto ai danni dei lavoratori. Il sindacato deve svolgere attività volte al raggiungimento di benefici tangibili per i lavoratori e non fare politica, cosa che stanno facendo in maniera chiarissima CGIL, CISL e UIL. I soldi si erano trovati e quindi la vertenza doveva essere chiusa per quanto riguarda i vigili, per poi riaprirla per la giusta richiesta di aumento contrattuale insieme a tutto il comparto.
Da oggi 900 colleghi cominceranno a perdere la turnazione perchè la triplice ha deciso di rifiutare i soldi a questi colleghi. Loro rinunciano ai soldi nostri arrogandosi il diritto di rappresentarci e infilandoci le mani nelle tasche. Se sta bene a voi, a Noi non sta bene. Ci hanno trascinati al fondo e do questo sono i principali responsabili.
VERGOGNATEVI.
Commenti:
Anonimo ha detto...
Non mi sembra corretto eliminare post di colleghi che esprimono una opinione personale in risposta ad un èost nel blog (sempre che si resti nel limite della decenza) altrimenti il blog diverrebbe un monologo a senso unico senza possibilità di replica. Lasciate i post di risposta degli altri, anche se non sono da voi condivisi. Chi legge ha una coscienza ed è in grado di fare il giusto discernimento su ciò che viene scritto.La scrittura non ha l'enfasi del tono che a volte può distorcere sottolineando o al contrario sfumando un pensiero. Verba volant... scripta manent.Ma in siffato modo neanche lo scritto rimane. Lasciate che gli scritti rimangano, purchè non siano solo offese gratuite....
21 ottobre 2008 21.10
aArtefici del nostro destino ha detto...
Sono d'accordo!Fab
22 ottobre 2008 17.49
Artefici del nostro destino ha detto...
Sono stati tolti i commenti che non erano pertinenti al blog con l'accordo di chi l'aveva scritto.E' nostra volontà lasciare i commenti perché il nostro obiettivo è il coinvolgimento di tutti in una comunicazione costruttiva finalizzata a chiarimenti e confronti.Verranno solo tolti quei commenti (cosa che ancora non è avvenuta) che sono lesivi alla dignità delle persone e che lasciano messaggi negativi ed avversi alle finalità del blog.Abbiamo dato la possibilità a chiunque, in questa fase iniziale, di esprimere le proprie idee attraverso l'anonimato proprio per aprire una finestra di comunicazione a coloro che per ragioni personali non vogliono apparire.Le nostre finalità spero siano chiaramente desumibili nel blog, nei messaggi e nella sezione "Cobas Pubblico Impiego Palermo, non solo sindacato", e comunque per quanto viene gestito in generale negli articoli dei post.Noi vogliamo che si intraprenda un dialogo in cui si è liberi di esprimere le proprie idee in libertà, null'altro, solo per migliorare il nostro ambiente di lavoro ed in generale l'ambiente che ci circonda. Riteniamo in linea di principio che debba essere l'ambiente di vita ad adattarsi all'uomo e no viceversa, ma questa è una mia convinzione.Spero che il blog sia di tuo interesse e ti invito a continuare a contribuire a questo progetto, lasciando commenti, direttamente sul post o articoli che invece dovrai trasmetterli su Cobaspapi@alice.itQuando lasci un commento, se vorrai, imposta nome/URL e nella casella di pertinenza scrivi un nome anche di fantasia, questo ci aiuterebbe ad individuarti fra i tanti anonimi e mantenere in ogni caso l'anonimato.
Ciao, Filippo Macaluso (RSU Cobas P.I. Palermo)
22 ottobre 2008 23.41

Ultimora sulla turnazione

Alle ore 18.30 si è chiusa una riunione urgente sul problema della turnazione. La riunione avvenuta a Villa Niscemi si è conclusa con l'assicurazione che l'indennità di turnazione verrà corrisposta fino a fine anno per tutti. Per avere maggiori ragguagli in merito vi rimandiamo al prossimo post. Non appena saranno chiari i termini dell'accordo vi informeremo, semprecchè la triplice non decida anche stavolta di mandare all'aria anche questo tentativo. Tanto lo ha fatto già la prima volta.P.S.: A scanzo di equivoci si precisa che alla riunione non era presente nessuna sigla sindacale.
Pubblicato da Artefici del nostro destino, Palermo a 10/20/2008 05:59:00 PM

5 commenti:

Anonimo ha detto...
Mi sembra che la triplice miri ad altri scopi che non sono certo la salvaguardia delle tasche della polizia municipale.Alcuni hanno perso la posizione di favore che avevano con il precedente comandante Pedicone e così non riescono più a gestire le richieste di favoritismi dei loro iscritti, in quanto non avallate dal nuovo comandante Purpura.E' chiaro agli occhi di tutti come invece i Cobas abbiano un rapporto privilegiato con quest'ultimo e la posizione persa dalla triplice risulta ormai irrecuperabile.Mi sembra quindi ovvio che facciano di tutto per mettere il Comandante Purpura in difficoltà, affinchè non gli venga rinnovato il mandato biennale.Certo è che facendo saltare la maratona hanno dato una bella dimostrazione di forza, nel senso: Io Nicola Scaglione, in qualità di sindacalista, sono capace di farti saltare una manifestazione! Per cui se pensi di potermi mettere da parte e di gestire solo con i Cobas gli affari interni della Polizia Municipale ti sbagli di grosso. Anche a te caro Diego ti ho dimostrato che posso crearti seri problemi se pensi di potermi mettere da parte!Questo ricordatevelo da oggi a venire affinchè non pensiate di poter gestire situazioni delicate ed importanti come il concorso interno in D1 e D3 solo inter vos!Qualcuno (non certo per argutezza ma solo per mettersi in bella mostra col Comandante) aveva cercato di garantire la maratona con sacrificio personale a scapito dei colleghi in assemblea.Purtroppo non c'è riuscito.Sarebbe stato certo un duro colpo per la triplice che non avrebbe così più potuto dare la sua dimostrazione di forza.Infatti l'amministrazione (che non è stupida ma ha dirigenti astuti più di quanto si pensi) ha capito che non poteva cozzare contro chi ha dimostrato di poter pilotare i colleghi già per la seconda volta, (la prima fu quando i colleghi non salirono sui mezzi di servizio usando la motivazione della mancanza della patente di servizio) quindi oggi ha dovuto cedere rimpinguando i fondi della turnazione per la totalità dei colleghi.Ma il mio commento a tutto questo è che tutti pensano che la triplice lo abbia fatto per garantire i 170 che sarebbero così rimasti fuori dalla turnazione. Mentre i veri motivi sono quelli sopra esposti.Se veramente stavano loro a cuore le tasche dei colleghi avrebbero SUBITO autorizzato l'integrazione con i fondi delle economie. Del resto in passato la loro politica (a ragione a mio parere) era stata proprio quella di utilizzare TUTTE le economie per il premio produttività e che per l'anno seguente si sarebbe poi discusso e provveduto.Ma la cosa che mi fa rabbia è vedere colleghi che ingenuamente credono che la triplice abbia fatto i loro interessi difendendo i pochi che non avrebbero turnato, mentre invece è stato solo un modo per riequilibrare posizioni di favore e di potere di alcuni rappresentanti sindacali.
20 ottobre 2008 21.40
Artefici del nostro destino ha detto...
Complimenti per l'esposizione.Mi piacerebbe che contribuissi, se vorrai, a crescere una cultura nuova all'interno del nostro ambiente di lavoro, con articoli e idee, utilizzando l'indirizzo cobaspapi@alice.it.Non possiamo stare solo a guardare gli altri decidere sul notro destino. Svegliamo le coscienze. L'assenza di comunicazione è alla base, a mio avvviso, delle incomprensioni fra noi.Se ognuno di noi desse un minimo di contributo i sogni impossibili possono diventare realtà, o quanto meno abbiamo fatto qualcosa per raggiungerli. E, già, decidere di fare questo è una cosa grandiosa che ci fa sentire meglio.Quel sistema di potere a cui accennavi è ciò che noi vogliamo combattere, ma non con la forza ma con la comunicazione appunto: svegliando le coscienze dei lavoratori che devono unirsi diventando un'unica entità. E' mia opinone che per essere compatti non si può prescindere dalla comunicazione.Grazie per il contributo, che in qualche modo hai dato, già, con il commento che hai lasciato.
Filippo Macaluso
21 ottobre 2008 6.13
Anonimo ha detto...
Chi pecora si fa il lupo se lo mangia...
22 ottobre 2008 17.52
Anonimo ha detto...
ieri ho partecipato alla cerimonia di cambio del comandante del IV genieri alla caserma scianna. in rappresentanza di tanti comuni della sicilia c'erano un bel pò di colleghi.Appena ci hanno riconosciuto come vigili di palermo ci hanno fatto i complimenti per la fermezza con la quale avevamo bloccato la maratona!A voi le conclusionimimmo
24 ottobre 2008 19.13
artefici del nostro destino ha detto...
E' mia opinione che l'unione è la vera forza per la conquista di tutto quello che si vuole. Dell'evento, a cui ti riferisci, rimane bene impressa a tutti che i vigili di Palermo hanno una capacità persuasiva che altre categorie di lavoratori non hanno. Rimane, comunque, il dubbio che questa forza possa venire utilizzata, da qualcuno, ad orologeria, ma è una mia opinione. Nel passato alcune conquiste sono state seguite dalla perdita di diritti acquisiti con la logica che il meglio è il minimo che si può ottenere. Questa volta potrebbe essere diverso? Lo spero e, in ogni caso, solo il tempo potrà dirlo.
Filippo Macaluso
25 ottobre 2008 0.34

venerdì 17 ottobre 2008

Deceduto a Palermo il Magistrato Elio Spallitta.

Mercoledì mattina è scomparso ad 82 anni il magistrato Elio Spallitta. Procuratore generale onorario della Cassazione.
Magistrato a soli 26 anni, è stato procuratore aggiunto a Palermo, collaborando con Giovanni Falcone e Giancarlo Caselli, procuratore capo ad Agrigento e avvocato generale presso la procura generale della corte d' Appello di Palermo.Negli anni Settanta istruì un maxipropcesso alle cosche mafiose locali. Spallitta, insieme al suo collega procuratore aggiunto Vittorio Aliquò, facendo le funzioni di procuratore a Palermo (prima che l'incarico fosse ricoperto da Caselli), coordinò l'indagine sulla cattura del padrino mafioso corleonese Salvatore Riina.
I COBAS Pubblico Impiego e Atrefici del nostro destino si stringono attorno alla figlia Nadia e a tutta la famiglia, esprimendo il loro cordoglio in un momento difficile come questo.
Filippo e Ciccio.

mercoledì 8 ottobre 2008

Cassazione: dipendenti pubblici hanno idee politiche diverse dai vertici? Non possono essere emarginati

Da Studio Cataldiportale di informazione giuridica
Cassazione: dipendenti pubblici hanno idee politiche diverse dai vertici? Non possono essere emarginati
I funzionari pubblici che emarginano i dipendenti per le loro idee politiche, possono essere puniti per il reato di abuso d'ufficio. Lo ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la Sent. n. 37354/2008, rigettando il ricorso presentato da alcuni funzionari di una Pubblica Amministrazione, nel caso di specie, ha chiarito che "quanto al merito della vicenda, deve rilevarsi che la sentenza impugnata fa buon governo della legge penale e della normativa di riferimento, chiarendo che gli imputati, nel rispettivo ruolo ricoperto, posero in essere, nel disporre l'assegnazione della dott.ssa […] all'istituendo Ufficio Studi e la successiva istituzione dello stesso presso il […] una serie di violazioni di legge, con l'unico intento, concretamente conseguito, di emarginare la detta funzionaria che, per il suo spirito di indipendenza da qualsiasi pressione politica, non era gradita all'Organo esecutivo del (...).
(Data: 08/10/2008 1.00.00 - Autore: Cristina Matricardi)